Basilicata, è sparita una città! (2)

Matera batte Potenza

E’ la provincia di Potenza quella che ha subito maggiormente la flessione demografica.

E nella provincia, la peggiore l’ha subita il capoluogo che sta restituendo a una parte dell’hinterland quello che negli ultimi 5o anni si è preso.

Potenza in dieci anni ha perso 2.166 abitanti. La città finora era sempre cresciuta, molto anche attraendo, almeno fino agli anni ’80, dai comuni dell’hinterland che per questo – soprattutto quelli lungo la direttrice della Basentana – hanno subito un tracollo della popolazione.

Ora Potenza nel decennio dell’ubriacatura edilizia ha cominciato a restituire popolazione ai comuni dell’hinterland più vicini (Pignola) e meglio collegati (Tito e novità anche Satriano e Brienza, effetto della strada a scorrimento veloce).

Poi certamente si fanno meno figli (-69 il saldo naturale del 2010) e chi può scappa (solo nel 2010 il saldo migratorio è stato negativo di 190 unità).

Del resto una città tutta piegata sugli uffici pubblici non può che avere questo tipo di tendenza: meno soldi pubblici in giro, meno stipendi si pagano. In un certo senso Potenza sta andando verso una nuova dimensione demografica.

Come e cosa sarà Potenza 2.0 ? Uffici più piccoli, meno popolazione, meno servizi privati, tasse più alte per tentare di mantenere a un livello decente i servizi pubblici.

Servirebbe altro, ma al momento la discussione tra chi amministra la cosa pubblica è incentrata sugli equilibri di potere (è il momento dei “materassi”, per dirla con una felice citazione fatta dal Quotidiano della Basilicata che richiama Il Padrino) all’interno del Pcus.

Matera, invece, vola: in dieci anni è cresciuta del 3,73 per cento, passando da 57.785 a 59.938. Quota 60 è lì, anzi per l’anagrafe è stata già superata.

Matera è l’opposto di Potenza: nel 2010 il saldo naturale è positivo (154) e anche quello migratorio (142).

I numeri dicono che Matera è la città che trattiene i suoi cittadini e ne attrae altri. Tradotto: è una bella città, in cui vivere!

Eppure anche Matera è governata dal Pcus. Con una “lievissima” differenza: il rapporto tra economia pubblica ed economia privata è capovolto. Matera è al centro di un’area agricola fortissima e anche la sua industria (ancorché in difficoltà) è propulsore diverso che le scrivanie degli impiegati regionali di Potenza.

I cinque poli e il deserto (segue)

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