Noi e il resto del mondo

Potremo dire che non ci interessa, che si decide a Roma, che gli italiani si governano da soli e pur tuttavia dobbiamo sapere che il mondo la sua opinione sull’Italia non se la fa partendo dai tweet di Giuseppe Conte, o Luigi Di Maio, o Matteo Salvini o, in passato, di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

L’opinione sull’Italia la fanno quattro giornali in lingua inglese: New York Times, Financial Times, Wall Street Journal. The Economist.

Possono piacere, non piacere. Con la loro opinione bisogna fare i conti. 

Sono opinioni autorevoli, formate in ambienti dove c’è un dibattito strutturato e non è mai l’opinione di una sola persona.

Per questo bisognerebbe tenerne conto.

Oggi il Financial Times pubblica un editoriale dal titolo: “Roman theatre clashes with the EU rule book” (Il teatro romano si scontra con le regole dell’UE) e così conclude:

The problem is that, in their desperation to pull Italy out of the mire, they are governing in a disorderly, unpredictable manner that alarms the markets and gives rise to deep suspicion in Brussels and among fellow euro zone governments.

Financial Times, 24 ottobre 2018 (pagina 8)

Cioè:

“Il problema è che, nella loro disperazione di far uscire l’Italia dal fango, stanno governando in modo disordinato e imprevedibile e questo allarma i mercati e genera sospetti profondi a Bruxelles e tra i governi della zona euro”.

E non è bellissimo.

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