Datemi un pezzotto, vi farò vedere il mondo

Questo bell’articolo di Marco Mensurati su Repubblica racconta il sorpasso del “Pezzotto” sui canali che pirata con tanto di beffa della maglietta che tarocca il logo Dazn. Da anni basta contattare le persone giuste per entrare nel circuito: con l’avvento di Dazn si è data pure la copertura ideologica. Dato che inizialmente Dazn ha avuto problemi con la sincronia dei segnali si è argomentato che siccome il servizio non era buono era giusto non pagarlo. Medesimo argomento usato dai molti che non pagano il biglietto dei mezzi pubblici quando vengono fermati dai controllori: ce ne sono pochi e fanno schifo e io non pago!
Non è vero che il pezzotto lo prende la gente che non ha possibilità economica (che non è nemmeno una giustificazione perché pure io vorrei una Mercedes non me la posso permettere e non per questo le rubo!): conosco cosiddetti benestanti e veri ricchi che se ne fanno vanto!
Oggi società di calcio e tv lanciano la giusta crociata contro il pezzotto e contestano le società di telecomunicazioni accusate di essere lente nel disattivare gli ip per avere un interesse indiretto nel traffico dati.
Ora immagino che i signori del pallone maghi della finanza creativa e del cazzeggio si intendano poco di telco, ma Sky e Dazn non distribuiscono pure loro sulla rete dati e non sanno che i contratti sono tutti Flat? E che o sposti un giga o ne sposti 1000 l’incasso per le Telco è lo stesso? E Non capiscono che le telco non si sono più interessate all’acquisto delle partite perché nessuno è così fesso da farsi stritolare nel meccanismo delle aste a pezzi del calcio mentre hanno bisogni di soldi veri per il 5G?
Da anni nel mondo e in Italia, in particolare, si pratica il saccheggio della proprietà intellettuale agevolato certamente da norme antistoriche e da lucrose rendite di posizione di taluni settori (vedi SIAE). Sul diritto al furto dei contenuti intellettuali è prosperato un partito, i 5 Stelle (vedasi posizioni nel recente dibattito al parlamento europeo, dove hanno votato una norma minima di tutela perché l’hanno giudicata minima …. sic!) che ora al governo con il sottosegretario Crimi hanno l’obiettivo di completare l’opera togliendo 4 soldi a testate edite da Coop e da movimenti politici oltre che a Radio Radicale (i “giornaloni” soldi pubblici non e prendono).
I “giornaloni” faranno schifo ma i canali Telegram e le liste di distribuzione whatsapp hanno decine di migliaia di iscritti.
Girano pdf di libri appena pubblicati.
Interi siti vengono realizzati con materiale integralmente copiato.
Il sorpasso del pezzotto ci dice che siamo a un punto di non ritorno.
È possibile in questo paese una discussione sulla tutela della proprietà intellettuale calata nel nostro tempo e senza fondamentalismi?

Nb: chi volesse commentare è pregato di farlo dopo aver letto attentamente il post.

Ps 1: Dichiarazione di conflitto di interessi. Lavoro in un’azienda editoriale, di cui ovviamente non rappresento niente. Vi lavoro dal 2005: il primo giorno di lavoro avevo 120 colleghi giornalisti (non so dire quanti poligrafici, a credo almeno un centinaio). Oggi siamo 50.

Ps 2: questo testo è stato scritto sul tablet in conflitto costante con il maledetto erede del T9

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