Chi curerà la pandemia del pierinismo?

Pierino era quello che a scuola mentre ti sedevi ti sfilava la sedia. Tu a terra, tutti gli altri a sghignazzare.

Alla quinta volta Pierino veniva pestato. Anni ’80, leggi del gruppo, franchigia dell’adolescenza.

Oggi Pierino si è evoluto e, cambiati i tempi, non rischia quasi niente.

Pierino 2.0 va a caccia di qualcosa in cui infilare il suo punto di vista inutilmente alternativo. Deve sempre dimostrare il contrario.

E’ vanesio e cerca l’applauso con la battuta facile, il ridacchio, la spigolatura presuntamente intelligente, il vezzo culturale.

Allora come allora, alla quinta volta diventa noioso. Ma oggi ci tocca anche la sesta, la settima e pure l’ottava perché nella legge della coda lunga troverà sempre qualcuno disposto a ridacchiare e battere le mani.

Chi è il Pierino 2.0?

Prevalentemente sono scrittori (uno dei titoli autoattribuiti più diffusi) che per segnalarsi al pubblico propongono improponibili letture di particolari tanto chiari quanto insignificanti, poi ci sono i giornalisti di giornali semiclandestini (altrimenti alle 20 in tv non potrebbero stare tutte le sere) e infine la categoria più glamour quella degli economisti sconosciuti, spesso bocconiani pentiti.

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