Commercio al dettaglio, cinque strade per non sparire

galleScrive Jeremy Rifkin (La società a costo marginale zero: L’Internet delle cose, l’ascesa del Commons collaborativo e l’eclissi del capitalismo (Italian Edition)  “Il commercio tradizionale si trova in un vicolo cieco. Senza volerlo, è diventato una vetrina gratuita in cui i clienti possono esplorare prodotti e vestiti che poi acquistano online”.

La mutazione introdotta da internet nel commercio è epocale.

Il «Global Powers of Retailing Report» di Deloitte individua per il 2015 cinque tendenze per il commercio al dettaglio “modellate da cambiamenti dirompenti”.

1.  Gli acquisti negli aeroporti stanno trasformando  le strategie di retail aeroportuale delle azienda.  Aziende come Pernod Ricard e L’Oréal definiscono le vendite negli aeroporti come il loro “sesto continente”, e Luxottica descrive vendite aeroportuali come “la Formula Uno di vendita al dettaglio”. Oltre un miliardo di persone si recano all’estero ogni anno – circa il 15 per cento della popolazione mondiale – e che spendono l’equivalente di più di un trilione di dollari.

2. Il mobile retailing, cioè con l’uso dei palmari, è un business in rapida crescita che si prevede si avvicinerà 640 miliardi di dollari in vendite globali annuali nel giro di pochi anni.

3. Vendite al dettaglio più rapide: velocità di commercializzazione, la velocità di risposta, la velocità di consegna.

4. Il piacere dello shopping: si aggiunge divertimento, emozioni, un coinvolgimento più profondo, e talvolta anche un intero ambiente.

5. Vendite al dettaglio innovative, aggredire il mercato con creatività dirompente.

Anche se queste tendenze non sono una novità – rileva Deloitte – ciò che è interessante per il 2015 è che consumatori e rivenditori sono sempre più disposti a sperimentare, adottare e passare alle ultime tecnologie in modi più creativi e innovativi.

 

 

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