Datemi una fondazione, solleverò il mondo: il mercato del 5 per mille

L’Italia è un paese di santi, poeti e navigatori e di ….. fondazioni.

Siamo circondati dalle fondazioni. Non sono le fondazioni degli edifici ovviamente.

In Italia c’è una fondazione per tutto. Soprattutto per l’incasso.

Nelle fondazioni dovrebbe essere prevalente il capitale: tant’è che il codice civile prevede una serie di norme che partono proprio dalla natura “capitalista” dell’ente.

All’estero funziona così: le Fondazioni sostengono altre organizzazioni, finanziano ricerche, attività caritatevoli e culturali, offrono borse di studio.

Un buon esempio è la Ford Foundation voluta dal figlio di Henry Ford, Edsel. In quel solco anche in Italia numerose aziende hanno proprie fondazioni. E solo quelle tradizionali.

E finisce qui, perché per il resto in Italia le fondazioni hanno le origini più strane e gli obiettivi più vari. In comune hanno patrimoni deboli e la colletta dei denari.

Un’occasione ghiotta per la colletta per le Fondazioni – e non solo – è la dichiarazione dei redditi e la sottoscrizione del 5 per mille.
Nell’elenco dell’Agenzia delle Entrate delle onlus ammesse nel 2012 al 5 per mille, le fondazioni sono 2.135 (e 128 le non ammesse).

Alle Fondazioni nel 2012 sono andati 62 milioni su 393, il 16% del totale. Gli italiani che hanno scelto una Fondazione per destinare il loro contributo sono stati 1,8 su 13,4 milioni cioè il 13,5%. Insomma ci credono, ma non proprio tanto.

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