Giorgia D. e la principessa Beatrice, il verdetto del web

Il dibattito – quasi parallelo – in rete su due articoli molto “very impressive”, basati su circostanze oggettivamente non verificabili (riferimenti a minori, comportamenti sessuali, fatti personali, racconti “querelabili”) , mette il mondo dell’informazione di fronte alle storie senza identità. Un classico della professione giornalistica usato per proteggere le fonti, i protagonisti, ma sempre più spesso per romanzare fatti minimi o addirittura inesistenti.

Ma la rete – quella che non spara sentenze e insulti – senza nomi e senza circostanze verificabili, non ci crede più.

Vediamo le storie.

CorriereLa prima. Giorgia D.  sul Corriere.it: marchigiana, laureata in lettere, manda un curriculum a una società di comunicazione. Le rispondono e le offrono 500 euro lordi. Giorgia D. si fa due conti e non accetta. Un altro ragazzo accetta e lei lo demolisce: “Chi finora ha accettato questi compromessi, si deve ritenere colpevole della crisi economica e della disoccupazione giovanile”.

 

ilfattoLa seconda (doppiaSesso_a_14_anni__un_adolescente___Se_vai_male_a_letto_ti_rovinano_subito_via_sms__-_Il_Fatto_Quotidiano)Beatrice Borromeo racconta sul Fatto Quotidiano il sesso a 14 anni: il famoso “Finalmente mi hanno stappata!” urlato invadendo un campo di volley. Poi la seconda puntata dedicata all’altro sesso.

Il caso di Giorgia D. subisce tre setacci (147 commenti al 10 marzo):

  1. Accettare o non accettare la proposta di lavoro per 500 euro lordi (e argomenti connessi);
  2. Condividere o no l’anatema al ragazzo che ha accettato;
  3. La verifica logica del racconto

I casi della stappata e del rovinato vengono esaminato da tre lati (1.555 commenti il 10 marzo la Stappata, 430 all’11 marzo il Rovinato):

  1. La questione morale del sesso
  2. Le testimonianze
  3. La costruzione del pezzo

Delle due storie non mi interessano i punti 1 e 2, ma esclusivamente il punto 3 e non prendo in considerazione tutti i commenti ostili e offensivi.

Letti insieme e trasversalmente evidenziano:

  • buchi narrativi (Giorgia D.: qual’è il cv? La stappata e il rovinato: racconti costruiti su una sola testimonianza, la mail specchietto per le allodole messa in fondo al pezzo per condividere “altre” storie che segnala come il “continua” è tutto da costruire);
  • incongruenze logiche (Giorgia D.: la pratica giornalistica nelle Marche; La stappata e il rovinato: i luoghi comuni, i Navigli, le vacanze di Natale, la costruzione da film porno); 
  • superficialità narrative(Giorgia D.: l’Iva si aggiunge, i giornalisti sono iscritti all’Inpgi e non all’Inps, la pratica giornalistica in corso. La stappata e il rovinato: il racconto della palestra e il concerto de letto).5_giorni_su_7_a_340_euro___La_nuvola_del_lavoro

Una valanga di commenti. E’ un dubbio fortissimo: ma sono fatti veri?

 

 

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