Haiti e le due sponde dell’Atlantico

Proprio non posso resistere. Il dramma di Haiti ha ridato fiato all’antiamericanismo francese. Con qualche ragione.

Gli americani hanno preso la guida delle operazioni di soccorso: bene hanno fatto. Male stanno facendo il loro lavoro. Oltre alla tradizionale arroganza (per cortesia se qualcuno potesse risparmiare al mondo intero le foto di  Bill Clinton che scarica un aereo!) purtroppo hanno uno storico sulla gestione delle emergenze che è disastroso.

Basterebbe ricordarsi di Katrina e del ruolo della Fema (una specie di Protezione Civile italiana): sarebbe evidente il deficit di cultura della gestione dei disastri. Tra l’altro mentre la gente affogava nelle acque del Mississipi i dirigenti della Fema si scambiavano mail per pararsi il culo (è sport molto praticato in ogni latitudine!).

Quando ci fu l’attacco alle torri gemelle gli americani semplicemente non avevano un centro di comando perché quello della città di New York era al 18° piano di uno dei palazzi dell’area delle torri e fu subito inutilizzabile. Il sindaco di New York divenne un eroe: aveva voluto un centro di comando per le crisi al 18° piano di un palazzo! Normalmente questi centri vengono messi o sottoterra o al più in edifici di un solo piano. La storia è ben raccontata nel libro di Philip Shennon, Omissis (in Italia pubblicato da Piemme) che mette a nudo l’inconsistenza delle strutture di prevenzione del terrorismo e la pochezza dell’organizzazione dei soccorsi. Con l’aggravante che poco e niente è cambiato.

Ad Haiti i francesi hanno storia e relazioni. E’ stata una loro colonia, si parla la loro lingua. Vorrebbero fare la loro parte, come l’hanno fatto spesso nel mondo quando ci sono stati disastri del genere. La vorrebbero fare senza chiedere permesso. Anche le organizzazioni umanitarie lamentano l’arroganza americana. Andassero nelle strade a far mangiare la gente e a riportare l’ordine, magari senza portarsi dietro le telecamere embedded.

Ma la storia non li aiuta: in Iraq presa Bagdad, invece si assumere il controllo immediatamente dell’amministrazione civile lasciarono per giorni la città in mano alle bande. Ci furono saccheggi e vendette pubbliche e private. Più di qualcuno assaltò caserme e polveriere. E sappiamo com’è andata.

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