I messicani deboli, l’autogol di The Donald

Foto Geraint Rowland

 

Se “The Donald” avesse una visione geopolitica starebbe ben attento al grafico di Statista: il peso messicano, certamente non una divisa rifugio, dal giorno della sua elezione sta continuando a deprezzarsi. Del resto The Donald non vuole che le industrie Usa portino produzioni oltreconfine, né vuole messicani tra i piedi. Quindi una netta riduzione della bilancia dei pagamenti. Mentre pensa – lui – di poter tenere il Messico come mercato di sbocco per i prodotti Usa.

Ma un Messico più debole di quello già debole di oggi, attraversato dall’infinita guerra civile, non può che essere un problema per i vicini. Non certo per il povero Guatemala, ma soprattutto per gli States fortezza che immagina The Donald.

Un Messico con il peso deprezzato anche a fronte di un azzeramento del Nafta, il trattato del libero commercio tra Usa, Messico e Canada, farà sbarcare merci infime a prezzi irrisori nel mercato Usa e non potrà comprare molto dagli Usa.

Inoltre, accelererà la doppia circolazione di valuta (peso-dollaro) che renderà l’economia messicana ancor più instabile.

E l’instabilità non fa bene a nessuno, soprattutto ai vicini.

 

Infographic: Jubilant Ruble & Declining Peso After Trump Election | Statista
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