Il genio e l’imprenditore

Le ceramiche Solimene a Vietri sul Mare
La fabbrica delle ceramiche Solimene a Vietri sul Mare.

«Today the world has lost one of its great minds». Oggi il mondo ha perso una delle sue migliori intelligenze. La comunità di Arcosanti saluta così Paolo Soleri, suo fondatore e mayor.

Soleri, genio delle forme, filosofo e utopista, lascia a Vietri sul Mare nella fabbrica delle ceramiche Solimene un segno profondo della ricerca e dell’innovazione coniugate con il genius loci. L’unica sua grande opera italiana.

È una lezione di attualità enorme quella della fabbrica Solimene: da un lato questo genio che reinterpreta luoghi e funzioni di una cultura antica, come la ceramica vietrese, dall’altro, Vincenzo Solimene, l’imprenditore che non ha timore di affidare a questo giovane architetto il progetto più importante della sua vita, ma invece ne abbraccia la genialità e ne comprende il potenziale economico e produttivo per la propria azienda. Una storia di innovatori. Una storia del 1954. Rivista sessant’anni dopo questa storia, per le caratteristiche dei personaggi e per la bellezza dei luoghi e delle cose, ha qualcosa di magico che la avvicina ancora di più ai luoghi e alle forme di Antoni Gaudì, soprattutto agli alberi di pietra di Parc Guell. Visionari entrambi, sperimentatori nei materiali e nelle forme, innovatori nel rapporto tra architettura e ambiente.

Il mondo ha certamente perso – come scrive la comunità di Arcosanti – «un uomo che ha speso la sua vita nella ricerca di una architettura capace di sostenere le innumerevoli aspirazioni dell’uomo».

Vietri sul Mare ha oggi una pesante responsabilità in più: quella di custodire e preservare l’opera d’arte creata da Soleri che segna anche il passaggio tra un modo di produrre antico e uno più moderno. È la sfida alla modernità, in fondo, la più grande lezione di Soleri con la fabbrica Solimene. Una sfida che troppo spesso nel nostro tempo si preferisce non affrontare, trincerandosi dietro le troppo comode barriere dello status quo che però generano anomia e portano al declino.

(Il Mattino, 11 aprile 2013)

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