Il postino non bussa mai due volte

Un postino al lavoro

Il potente sindacato Cisl-Poste si è accorto che il volume della corrispondenza è diminuito drasticamente perché – notizia del giorno – la gente usa la mail. A rischio ci sarebbero 10.600 postini. Subito l’ad di Poste Italiane Sarmi ha rassicurato: nessun problema i postini faranno altro.

E’ necessario tuttavia tradurre il sindacalese in qualcosa di più comprensibile. Nel 2011 per il settore del recapito scatta la liberalizzazione: altri soggetti potranno consegnare la corrispondenza. Poste Italiane hanno un piano per affrontare questa nuova situazione che punta anzitutto a migliorare il servizio: iniziando dalla consegna della posta non più solo la mattina. Le Poste hanno capito che la mattina le case degli italiani sono vuote, che i condomini non hanno più portieri e che spesso il volume della corrispondenza che torna indietro è più un problema per le Poste che per i cittadini: certo noi siamo costretti a fare la fila per ritirare una raccomandata, ma l’aggravio di lavoro per l’intero sistema è ciclopico. Una delle regole della logistica è di evitare il reso: proprio quello che succede ai postini che non riescono a consegnare la posta.

Ma migliorare il servizio significa cambiare gli orari, ridisegnare l’organizzazione: insomma i postini devono lasciare pur qualcosa. Ed ecco che la potente Cisl-Poste nell’anno orribile per l’occupazione lancia il suo grido luddistico d’allarme: la mail fa perdere il lavoro ai postini.  Cisl-Poste alza il tiro sapendo benissimo che nessuno perderà il posto ma questo basta a rallentare ogni progetto. Come quello di allargare a tabaccherie e similari la possibilità di gestire alcuni servizi di tipo finanziario. Per chi per anni ha fatto nelle Poste il bello e cattivo tempo forse è un po troppo!

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