In pensione l’Md-80, il simbolo dell’aviazione degli anni ’80

L'MD-80 va in pensione

L'MD- va in pensione

L’MD-80, “Mad-dog”, noto anche come il Super-80, l’aereo iconico dell’aviazione commerciale degli anni ’80 è andato in pensione. Era stato in produzione fino al 1999: due anni dopo l’acquisizione della McDonnell Douglas, la casa produttrice, da parte della Boeing.

Gli ultimi 23 esemplari nella flotta dell’American Airlines  sono atterrati nel parcheggio nel deserto di Roswell, nel New Mexico.

L’Md-80 è stato amato e odiato. Come tutte le icone. Si distingueva subito: aveva i due motori posizionati su entrambi i lati della fusoliera davanti alla coda. Questo portava un vantaggio enorme ai piloti e alle prime file che, praticamente, non ne sentivano il rumore, ma inevitabilmente era un svantaggio per chi trovava posto in coda.

Pur essendo molto avanzato per gli anni ’80 l’MD-80 aveva una serie “peculiarità”, non proprio piacevoli come la condensa dell’aria condizionata che si scaricava sulla coda spesso sulla testa dell’assistente di volo seduto in coda. Inoltre, la bussola era piazzata dietro uno dei sedili di piloti che la guardavano attraverso un sistema di specchi!

L’American Airlines aveva caratterizzato la sua flotta con questo aeromobile: ne aveva posseduto, al top, 362 velivoli, quasi metà della sua flotta.

Alitalia – che ne aveva avuti nella flotta fino a 92, terzo operatore al mondo e primo in Europa –  aveva mandato in pensione l’ultimo esemplare nel 2012: con marche “I-DATI e nome di vascello “Siracusa”, decollato da Roma Fiumicino arrivato all’altezza dei cieli di Venezia fu accompagnato dalle “Frecce Tricolori”.

I primi due MD80 – I-DAWA “Roma” e I-DAWE “Milano” – vennero ufficialmente presentati ad Alitalia l’11 dicembre del 1983 presso gli stabilimenti McDonnell-Douglas di Long Beach, alla presenza dell’allora Presidente dell’IRI Romano Prodi. L’MD80 di Alitalia ha trasportato in Italia e in Europa quasi 40 milioni di persone. Ai suoi comandi si sono susseguite tre generazioni di piloti e centinaia di tecnici della manutenzione.

 

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