La derivata prima di Atene

Campane e campanelli

Non è una gran notizia quella che ci racconta come dietro lo sfascio dei conti pubblici della Grecia ci siano i maghi della finanza creativa e superlativa. Secondo il New York Times Goldman Sachs e altri colossi di Wall Street avrebbero aiutato la Grecia a dare un aspetto accettabile a bilanci disastrati. Per esempio nella fase di ammissione all’euro pare che la Grecia ha rinunciato “ai proventi della lotteria nazionale e delle tasse aeroportuali per anni” in cambio di una liquidità immediata. Queste operazioni non lasciavano traccia: debiti inesistenti, bilancio più pulito e due truffati: i burocrati di Bruxelles (che prima o poi dovrebbero spiegare come mai riescono a farsi raggirare in questo modo mentre dovrebbero avere strumenti e capacità per far fronte a queste patologie) e gli investitori che hanno comprato titoli del debito greco che ovviamente avrebbero dovuto sapere l’entità reale del deficit e soprattutto avrebbero potuto chiedere  tassi di interesse più alti.

In questa storia tuttavia la vera cosa raccapricciante è che il nuovo tentativo di maquillage sia stato condotto non tre, cinque anni fa ma solo a novembre 2009 quando una delegazione di capoccioni della Goldman Sachs si è presentata dai poveri – in tutti i sensi – governanti greci. Perché questi signori girano ancora dopo lo sfascio della grande crisi? Vuoi vedere che quelle pratiche sono state già usate in questo ultimo anno da qualche altra parte tanto da far dire che l’economia è ripartita?

Siccome la beffa si deve obbligatoriamente tingere di ridicolo oggi con un singolare tempismo i ministri delle Finanze dell’Unione Europea hanno detto no alla proposta del presidente americano Barack Obama per imporre nuovi limiti alle dimensioni e alle prese di rischio delle banche, ritenendo che l’applicazione della Volcker Rule in Europa “potrebbe non essere in linea con gli attuali principi del mercato interno”. Cioè mentre gli americani presa cognizione dello sfascio creato dalla superfetazione della finanza tentano di delimitare il campo, gli europei in nome dei “principi del mercato interno”  lascino le porte e le finestre aperte.

Ma forse non si sono ancora accorti quanto costeranno all’Europa, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’……

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