La frontiera Italia-Svizzera vale dieci anni di lavoro…. in più

Eroici i lavoratori transfrontalieri che ogni giorno dall’Italia raggiungono la Svizzera. Spesso oggetto di contenziosi, trattati nella civile Svizzera spesso come manovalanza, a volte guardati con sufficienza.

Oltre al su e giù e al tutto il resto un “transfrontaliero” lavora in media 10 anni in più rispetto a un concittadino italiano.

Impietosa la statistica dell’Eurostat sulla durata della vita lavorativa in Unione Europea, paesi della area di libero scambio (Efta) e paesi candidati.

Al primo posto c’è l’Islanda con 45,8 anni (per la verità in flessione da 47,4 del 2016!) seguita dalla calvinista Svizzera con 42,6 anni.

Fanalino di coda è il Belpaese con soli 32 anni, con due notazioni. La prima il trend è crescente partendo da 28,5 anni del 2000.

La seconda la riforma Fornero: nel 2011 (anno della riforma), l’età media della vita lavorativa era di 29,7, l’anno dopo era di 30,5.

Cosa significa una vita lavorativa lunga? Significa sistemi economici più stabili e più forti.

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