L’appello a vuoto

Vittorio Feltri ha chiamato questa mattina i calabresi alla responsabilità: prendetevela con la ‘nrangheta non con i neri. Purtroppo rimarrà inascoltato.

I luoghi dominati dalla presenza della criminalità organizzata hanno una caratteristica che sfugge a chi non li conosce: il livello di illegalità è diffuso, non c’è solo il crimine organizzato ma c’è una interpretazione diversa dal resto del Paese della parola legalità.

Per agevolare il lettore c’è un esempio che può aiutare a capire: la piramide.

Si parte da una base larga (mancata osservanze del codice della strada, ricorso diffuso al lavoro nero, scarsa conoscenza dello scontrino e in genere da comportamenti di piccola illegalità per i quali non vi è riprovazione sociale) che riguarda più o meno tutta la popolazione, poi c’è un livello superiore che solitamente è rappresentato dalle truffe le più varie, poi si sale ancora e si passa ai reati economici, poi la corruzione politica e in cima il crimine organizzato.

Come possono i calabresi prendersela con la ‘ndrangheta quando molti dei proventi della criminalità organizzata alimentano anche il circuito dell’economia legale.

Provate a mettere a confronto un comune di pari dimensioni dove è nota la presenza della criminalità organizzata e uno che fortunatamente non ce l’ha: poi sfogliate l’elenco telefonico alla voce concessionarie di auto e ne vedrete delle belle.

Oppure fate un giro nelle città e provate a entrare nei negozi più “in”. Se la fortuna vi assiste entrerà dopo di voi una signora (?!?) con un paio di figlie: le commesse e il padrone subito si genufletteranno. La signora e le pargole compreranno molto e pagheranno in contanti. Tanti contanti. E senza scontrino.

Oppure vi chiederete perché in alcun supermercati i prezzi sono così bassi. Oppure noterete un numero spropositato di quante banche e finanziarie.

Non c’è bisogno di sparare, per adescare una popolazione basta il denaro.

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