L’italietta in costume alle prese con Grexit

C’è davvero un modo singolare di guardare alla crisi greca: è quello degli italiani che amano la Grecia. Ma da turisti.

Il turista, in genere, e quello italiano, in particolare, mitizza alcuni luoghi a prescindere dalla vita quotidiana. Stare, e magari tornare, in un posto per 15 giorni ti da tutta la leggerezza dei luoghi: non sia quali sono le tasse, non sai come funziona l’assistenza sanitaria, non sai cosa sono le pensioni, non sai come funzionano gli uffici del Comune, non sai quali sono le norme sull’ambiente. Non sai – e manco te ne frega – come si smaltisce la spazzatura che produci, né se e come si ripulisce l’acqua del tuo bagno.

Non stai lì, del resto, per conoscere i sistemi locali, ma solo per vacanza.

Però se poi devi parlare – o anche scrivere un articolo sui giornali (cosa frequentissima in questi giorni) – prendi le tue belle icone e traduci quello che sta succedendo usando l’alfabeto del turista.

E’ – per fare un esempio molto alla mano – come tradurre un libro usando Google Transaltor….

La Grecia è un brutto affare e tutti hanno contribuito a complicarlo: questo lo scrivevo cinque anni fa, il 24 aprile 2010. Un’era geologica fa.

 

 

 

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