L’Ufo e la memory card

L’economia digitale, tra l’altro, abbattendo i prezzi delle memorie ci ha regalato la possibilità di conservare una gran mole di documenti, di recuperarne altri che pensavamo perduti. Possiamo disporre con il cloud di questo materiale quando e dove vogliamo.

Se questa è una grande opportunità, nello stesso tempo impone anche un diverso modo di scrivere. Oggi si possono mettere in relazione testi lontani nel tempo, si può verificare passo dopo passo ogni singola affermazione, controllare ogni numero.

Ovviamente c’è chi vede anche i pericoli giuridici (il diritto all’oblio esiste?) e quelli intellettuali (si può cambiare idea senza subire un processo in rete?). E comunque – al netto dei cialtroni e degli squadristi che affollano blog e facebook – un tema molto interessante.

Questa premessa per presentare il risultato di una ricerca suggeritami su Fb riguardo a una discussione sull’opportunità di un gruppo Fb sulle cose buone fatte dall’amministrazione comunale di Potenza.

Una discussione franca sul presente e sul futuro della città: ciascuno ha esposto il suo pensiero e si vedeva che era genuino.

A un certo punto compare “Ho gradito molte cose…….la città sta diventando sempre più….capoluogo……ma nel prossimo biennio devono crescere: l’attenzione all’uso delle risorse, il controllo dei risultati, il sostegno del volontariato e della cultura, la ricerca di forti partenariati interistiuzionali e intercategoraili, l’impegno primario e continuo per l’ambiente……”.

Ora al di là della prosa e delle contraddizioni (quello che si dovrebbe fare, magari andava già fatto…), ciò che stupisce è il reset della memoria.

Dove viveva lo scrittore? Che ruolo aveva ? O più semplicemente, niente niente, con un linguaggio così aulico sta preparando la prossima campagna elettorale?

C’è un apparato tecnico-burocratico che ha determinato scelte, orientato politiche, dato corpo a decisioni, spostato fondi pubblici senza mai risponderne. Ne ha risposto la politica ignorante e cafona che a questi si è affidata per fare ciò che avrebbe da sola dovuto fare.

Questo apparatčik di sovietica memoria gira indisturbato.

I muri sono caduti, la Dc è sparita, ma le facce sono le medesime.

E continuano a dettare la linea. Che è sempre più storta.

Ma tanto non interessa a nessuno.

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