Piccolo libro di un folle che assicura al mondo di sapere cosa succede in un posto dove nessuno si ferma più di un’ora e (il folle) resta più o meno presente a se stesso

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C’è solo un cimelio che porto in giro nel pellegrinaggio tra una redazione e l’altra: è il quadro con la prima pagina dell’edizione di Caserta del Mattino del 19 settembre 2008 “Strage sul litorale, uccisi sei immigrati”.

In quella prima pagina c’è la sintesi di una filosofia e di molte storie: si lavora, diversi, insieme, e tutti mettono il meglio di quello che hanno.

In quella prima pagina la foto ha il nome di un guascone folle, Vincenzo Ammaliato, che, in una notte complessa, in un posto (eufemisticamente) difficile, fece ciò che presunti altisonanti professionisti non riuscirono a fare: scattare e trasmettere in tempo utile la foto simbolo della strage di San Gennaro (ovviamente non ha fatto solo quello, ma alla storia si passa per le icone più che per il flusso).

Ora quel timorato che è uno dei pochi, se non il solo, a conoscere nei minimi dettagli le vicende di quel pezzo disgraziato d’Italia che è il litorale domizio, ha raccolto idee e forze e ha scritto, in forma romanzata, la storia di un vero eroe civile, Mimmo Noviello, che nel 2001 denunciò due estorsori e nel 2008 fu dagli stessi due estorsori ucciso nella drammatica stagione di sangue cominciata con un’eva11694405_10204801093244273_1574759745_nsione da una clinica dove un killer, Giuseppe Setola, riuscì a farsi ricoverare perché “aveva un problema a un occhio”.

E siccome Ammaliato è Ammaliato sia il libro sia la presentazione sono alla Ammaliato.

Piccolo libro dal titolo lungo su come una banda di Balordi sia riuscita a diventare padrona assoluta di una città e di tutti i suoi cittadini (Pressappoco)” (in libreria e on line, Caraco, 6 euro)  verrà presentato a piazza del Plebiscito (Napoli) mercoledì 15 luglio alle 18.

 

 

 

 

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