Quant’è buono il latte della Cina!

La giornata di oggi, venerdì 21 aprile 2017, è cominciata con la catena di Sant’Antonio della Parmalat che non compra più il latte dagli allevatori genovesi, per penderlo dalla Francia e, naturalmente dall’onnipresente Cina. Latte destinato alla linea del fresco. Protagonisti un gruppo di laureati in materie tecniche. Il latte fresco deve essere trattato entro 48 ore dalla mungitura e consumato entro sei giorni: cioè entro sei giorni deve essere portato dallo stabilimento ai punti vendita, venduto e consumato. In questo tempo non deve MAI uscire dal frigorifero.
Sarebbe troppo raffinato pretendere che si sappia come vari il valore di un bene rispetto alle sue proprietà intrinseche, il peso e i costi di trasporto e che questo determini uno spazio ben definito all’interno del quale sia possibile e redditizio commerciare il medesimo bene.
E tuttavia i protagonisti del vuzapp (mai traslitterazione fu più efficace!) di stamattina sono ingegneri, avvocati, biologi (sic!) che, invece, di giustificare lo stipendio (pubblico) rompono il cazzo con questa letale immondizia della loro ignorantitudine o ignorantezza (per restare nel tema).
Immagino che dire cazzate o tirare al piccione del sapere minino non costi nulla e che “inoltrare” è meglio che ragionare. Ma mi chiedo se questo è l’approccio, il loro sapere specifico cosa produce????? Ponti che cadono???? Malasanità????? Innocenti ingiustamente condannati????? Oltre ai coglioni vaganti.

 

Ps: Secondo alcune fonti i cinesi al 95% sono intolleranti al lattosio

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