Presente e futuro

Il futuro?

C’è una lettura utile per chi nel mio mestiere ha qualche ruolo di responsabilità. Non è tanto e, quindi, il tempo si può trovare. Il libro si chiama Gratis (Bur, 9,50 euro) ed è stato scritto da Chris Anderson, il direttore di Wired. Andando al sodo, molto al sodo, le pagine da leggere sono la 182 e la 183 e la 256, la 257 e 258.

Pag. 183: <I quotidiani hanno capito che la generazione Google non avrebbe adottato l’abitudine dei genitori di pagare ogni giorno la versione a stampa, quindi hanno inventato i giornali gratuiti rivolti ai giovani adulti e distribuiti per strada e in metropolitana. Altri quotidiani sono rimasti a pagamento ma hanno iniziato ad allegare omaggi, dalla musica all’argenteria. Con il declino dell’industria dei quotidiani, i giornali gratuiti sono rimasti l’unico faro di speranza: crescono del venti per cento l’anno (soprattutto in Asia e in Europa) e nel 2007 costituivano l 7 per cento della circolazione totale dei quotidiani>.

Pag. 257: <Nella stampa seguo le regole della scarsità, perché ogni pagina ha un costo e il numero delle pagine è limitato. Poiché è così costoso dire di sì a ogni proposta di articolo il mio lavoro consiste nel dire no a quasi tutto, rifiutando semplicemente le proposte o, più spesso, fissando criteri così severi che la maggior parte delle  proposte non mi arriva neppure. Poiché sono responsabile dell’allocazione delle risorse costose, mi affido alla tradizionale gerarchia verticale del management…..>

Pag. 257: <Non solo le nostre pagine costano molto, ma sono anche immutabili. Una volta partita la stampa, i nostri errori di giudizio sono preservati in eterno. Quando prendo una decisione sul processo produttivo, tutti noi ci leghiamo a un percorso dal quale deviare è costoso. Se salta fuori qualcosa di meglio, o se la mia decisione si rivela meno furba di quanto sembrava qualche settimana prima, a volte dobbiamo andare avanti lo stesso, cercando di limitare i danni. In questo caso siamo costretti a focalizzarci sui costi economici, ignorando i costi di opportunità, potenzialmente ancor maggiori , di tutti i possibili percorsi non imboccati a causa del nostro modello editoriale basato sulla scarsità. Online, invece, le pagine sono infinite e modificabili all’infinito. E’ un’economia dell’abbondanza, che spinge a un approccio gestionale completamente diverso…..>.

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